Marco Carta, le accuse della security lo incastrano

di Eleonora De Vecchis

marco carta

“L’ho visto entrare nel camerino, poi le magliette sono sparite”. Le accuse della security della Rinascente dirette a Marco Carta sembrano non lasciare spazio a fraintendimenti. Venerdì sera (31 maggio) alle 19.30, giornata del Black Friday (ovvero di sconti e apertura straordinaria fino all’una di notte), il cantante è stato arrestato con l’accusa di aver rubato 6 magliette di Neil Barrett per un valore di 1200 euro. Il fermo, però, non è stato convalidato dal giudice, che ha rinviato il processo a settembre in attesa di maggiori prove. Prove che, a quanto pare, la security del grande magazzino milanese ha già iniziato a raccogliere.

marco carta

Le prove che inchioderebbero Marco Carta

La ricostruzione di quanto avvenuto è opera della squadra dell’unità Reati predatori dei vigili di Milano e non lascia grande margine di errore. Come riportato da Repubblica e dal Corriere, il primo ad insospettirsi sarebbe stato l’addetto alla sicurezza. La guardia ha notato un ragazzo, Marco Carta, e una donna, la 53enne Fabiana Muscas, “che si guardavano spesso attorno, come se controllassero di non essere osservati dal personale”. In seguito i due si sono diretti nei camerini, dove si sono fermati per “svariati” minuti, Carta all’interno e la donna fuori in attesa. Ad incastrare la coppia sarebbero i “filmati inequivocabili” ripresi dalle telecamere interne, che mostrano la signora nell’azione di passare al cantante prima le magliette, una alla volta, e poi la borsa (dove nasconderle). Secondo quanto riporta il dipendente della security, all’uscita dalla fitting room i due “in mano non avevano più le maglie prelevate poco prima”. A questo punto Carta e la 53enne hanno preso le scale mobili fino al quarto piano, si sono diretti alla toilette e lì, con un cacciavite (trovato nella borsa della donna), avrebbero staccato le placche antitaccheggio dalle t-shirt, per poi scendere al secondo piano e comprare due costumi da bagno da uomo da 77 euro. Piano architettato alla perfezione, fatta eccezione per una piccola (ma fatale) svista. Le maglie incriminate erano dotate di un ulteriore antifurto costituito da minuscoli adesivi difficili da notare.

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Al termine del processo per direttissima, tenutosi all’interno dell’aula 2 al piano terra del Palazzo di Giustizia di Milano, Marco Carta si dichiara innocente e sollevato: “le magliette non le ho io, e il giudice ha capito. Sono un po’ scosso, per fortuna ora vado a casa”. Niente arresti domiciliari e nessuna misura cautelare per il cantante, che però resta indagato per furto aggravato in concorso.

 

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Un vecchio proverbio diceva “male non fare, paura non avere”. Ho continuato a ripetermelo in attesa di vedere il magistrato e ho fatto bene a ripetermelo e ad aver fiducia nella magistratura che ha riconosciuto la mia totale estraneità ai fatti. Sono molto scosso in questo momento e spero e mi auguro con tutto il cuore che la stampa e il web diano alla notizia della mia estraneità al reato di furto aggravato la stessa rilevanza che hanno dato all’arresto. In questi casi quando sai di essere ingiustamente accusato pensi alla tua famiglia e alle persone a te care che leggono notizie e si allarmano e soffrono inutilmente. Vi prego di restituire a loro la serenità che meritano. Sono una persona onesta e certamente non rubo. Grazie ancora e spero mi aiutiate per me e per loro a fare chiarezza.

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Per la “complice” invece, che durante l’udienza avrebbe ammesso di aver preso le magliette e di averle infilate nella borsa, il giudice Stefano Caramellino ha convalidato lo stato di arresto. Restiamo in attesa di nuovi sviluppi e del processo di settembre, dove i “filmati inequivocabili” potrebbero avere l’ultima parola.

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