Weinstein: 30 milioni di dollari a chi lo ha accusato di molestie

di Eleonora De Vecchis

Harvey Weinstein

Ricordate il movimento (e l’hashtag) #metoo? Pare che il polverone che ha sollevato stia iniziando a dare i primi risultati. Il caso Weinsten infatti sarebbe finalmente arrivato ad un punto di svolta. Il produttore cinematografico accusato di molestie sessuali da numerose attrici e donne dello show business, ad iniziare da Alyssa Milano, avrebbe raggiunto un accordo extragiudiziale per chiudere definitivamente il caso. Quali sono i termini dell’accordo? La cifra totale di cui si parla è di 44 milioni di dollari, di cui 30 milioni spetterebbero alle accusatrici di Harvey Weinstein e gli altri 14 agli avvocati e al team legale. Tra le vittime del magnate del cinema figurano anche numerose ex dipendenti della Weinstein Company.

Harvey Weinstein

“Per la prima volta, da ieri, abbiamo un accordo economico sostenuto dalle accusatrici, dall’ufficio del procuratore generale di New York e dagli imputati”, ha dichiarato al The Wall Street Journal Adam Harris, avvocato del fratello (e socio) di Weinstein.
L’accordo ha ancora carattere provvisorio poiché i consiglieri della Weinstein Co., che lo scorso anno hanno dichiarato il fallimento della casa di produzione di Harvey Weinstein e del fratello Bob, devono ancora siglarlo. In caso di approvazione decadrebbe anche l’accusa mossa ai dirigenti e al consiglio di Weinstein Co. di non avere protetto i dipendenti costretti a lavorare in un ambiente insalubre e sfavorevole.
Alyssa Milano, Rose McGowan, Ashley Judd, Salma Hayek, Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Uma Thurman, Eva Green, Courtney Love, Cate Blanchett, Paz de la Huerta, l’italiana Asia Argento e tutte le altre vittime degli abusi di Weinstein saranno felici di essere state ascoltate, per quanto la cifra che riceveranno non riuscirà di certo a cancellare il loro sdegno.

asia argento

L’inferno di Weinstein, però, non finisce qui. Il produttore di Hollywood è stato accusato di abusi sessuali, violenza e stupro da oltre 80 donne e questo accordo non regolerebbe tutti i conti. Sono ancora in piedi, infatti, le accuse di stupro mosse al produttore da due newyorkesi di Manhattan (un episodio risale al 2004 e l’altro al 2013) che attendono il processo questo autunno.

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