Al Bano: “Chiederò i danni all’Ucraina. Sono cittadino del mondo”

di Wendy Migliaccio

Al Bano non ci sta. L’idea di vedere il celebre cantante nella lista nera dell’Ucraina, tra gli individui considerati minaccia alla sicurezza nazionale, in effetti faceva abbastanza sorridere. L’artista di Cellino San Marco, però, non ha alcuna intenzione di prendere l’affronto dell’Ucraina alla leggera e ha minacciato azioni legali tramite il suo avvocato Cristiano Magaletti. Al Bano ha intenzione di chiedere un risarcimento all’Ucraina e di devolvere poi i soldi a un ente benefico ucraino.

al bano e romina power

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Non ci fermeremo: andremo sino a Strasburgo perché questo può diventare un pericoloso precedente – ha spiegato l’avvocato del cantante – Al Bano è cittadino del mondo ed amico di tutti, deve essere libero di andare in Ucraina; chiediamo al nostro governo di intervenire immediatamente perché hanno ingiustamente attaccato il simbolo della canzone italiana. Questa vicenda non deve essere trattata con superficialità ma va dibattuta con la rabbia di chi si trova a subire un’enorme ingiustizia“.

al bano

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L’Ucraina contro Al Bano: ecco perché

Lo scorso 11 marzo il ministero della Cultura ucraino ha deciso di inserire Albano Carrisi nella lista degli individui considerati una minaccia alla sicurezza nazionale. Una scelta derivata dalle presunte posizioni filorusse di Al Bano. Per questo motivo, in questa black list, è stato inserito anche Toto Cutugno. “Non ho mai detto una parola contro l’Ucraina – aveva chiarito Al Bano dopo l’annuncio da parte del ministero ucraino – Mai fatto neanche un apprezzamento. Non è accettabile che proprio io che canto da sempre la pace ora venga trattato come un terrorista. Non ho mai posseduto armi, neanche quelle mentali. Se Putin è bravo io lo dico. Non c’è un’amicizia, ma una semplice conoscenza, favorita anche dal fatto che lui è presidente onorario della Federazione internazionale dello judo e io ne sono ambasciatore nel mondo. Ho cantato per lui ma anche per tanti altri capi di Stato e pure per Giovanni Paolo II. Sono un uomo di pace e non di guerra“.

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