Elena Santarelli e la malattia del figlio Giacomo: “Pregare mi aiuta”

di Wendy Migliaccio

Vorrei sfogarmi, ma solo per essere ascoltata“. Elena Santarelli si è raccontata in un’intervista al Messaggero, dove ha parlato della malattia del figlio Giacomo. “Nulla succede per caso. Come quando quel giorno ho sentito nello stomaco di andare a grattare in fondo su quelle cose che vedevo diverse in Jack. Qualcosa mi diceva Gratta! Gratta, che qualcosa trovi. Sarà stata mia nonna dall’alto” ha rivelato Elena ricordando di quando, un anno e 4 mesi fa, scoprì che suo figlio Giacomo, oggi 10 anni, aveva un tumore cerebrale.

La psicologa mi è servita per avere il giusto comportamento con mio figlio, nella comunicazione, nel controllo dei momenti più critici come la perdita di capelli, la rabbia: i bambini sono tutti molto arrabbiati, sa? A 4, 5 anni non capiscono ancora, la prendono quasi come un gioco. Ma a 10, per quanto la vita che facciamo sia la più bella e normale possibile, è comunque la vita di un bambino malato, e non posso negare che sia arrabbiato. A volte mi dice che palle! I capelli che cadono, andare in ospedale per la chemio. Io mi ritengo fortunata, ma è difficile spiegare la fortuna che abbiamo avuto a un bambino di 10 anni. Lo capirà quando sarà grande

Elena Santarelli
Elena Santarelli e il marito Bernardo Corradi nel 2016 a Porto Cervo

Elena Santarelli

Da quando ha scoperto la malattia del figlio, Elena Santarelli ha deciso di prestare la sua notorietà al Progetto Heal, onlus fondata da famiglie di bambini colpiti da tumori cerebrali e da medici, infermieri e biologi che operano a favore della cura e della ricerca nell’ambito della neuro-oncologia pediatrica.

Molti mi prendono per pazza, non capiscono da dove arrivi la mia positività. Ma dietro di me ci sono mamme che, in silenzio, perché non sono famose e non possono dare voce a quello che stanno vivendo, affrontano cose che io avevo visto solo nei film o nelle peggiori puntate di E. R. La maschera del va tutto bene è pesante ma la devi portare per forza. A che serve condividere il fatto di avere una risonanza domani? Non lo dico neanche ai miei genitori. Basto io a non dormire da 7 giorni prima, perché dovrei essere egoista e fare stare male anche gli altri? A volte però vorrei sfogarmi, ma solo per essere ascoltata

Elena Santarelli

Un aiuto arriva dalla preghiera:

C’è qualcuno che mi ascolta dall’alto, lì. Prego, c’è tanta gente che prega per Giacomo. La preghiera di gruppo è potente ma non ho messo in dubbio l’operato dei medici, la preghiera mi aiuta a tenere la mano a mio figlio

Elena Santarelli

A settembre Elena ha ricominciato a lavorare e co-conduce Italia Sì su Rai 1 ogni sabato pomeriggio.

Per me è anche una distrazione. Ho ricominciato solo quando le chemio sono entrate in regime di day hospital e non in ricovero. Lo posso fare perché è il sabato, in diretta, e Giacomo non ha mai la chemio quel giorno. Se no, col cavolo che lo facevo

Elena Santarelli

Elena Santarelli però non vuole rivelare troppo circa la situazione di suo figlio:

Non lo dico finché non sarà alla fine. Anche per scaramanzia. Lo racconterò poi, per dare forza ad altre famiglie. E poi qualunque risposta genera falsi virgolettati su internet. Ho letto titoli come La Santarelli ha perso il figlio solo per qualche clic in più