George Clooney, la sua tequila vale un miliardo di dollari

di Tabloit

Di George Clooney sappiamo tante cose. Che è uno degli attori più talentuosi di Hollywood (vincitore di due Premi Oscar) e uno degli uomini più affascinanti e desiderati del pianeta. Sappiamo che è il marito dell’avvocato per i diritti umani Amal Alamuddin e che, da poco, è padre felice dei due gemellini Ella e Alexander. Sappiamo che è molto impegnato sul fronte umanitario, tanto che nel 2008 è stato nominato Messaggero di Pace delle Nazioni Unite. Quello che fino ad oggi ancora non conoscevamo di George Clooney è il suo intuito imprenditoriale, grazie al quale si è intascato un miliardo di dollari, quasi 900 milioni di euro. Avete letto bene, 900 milioni di euro.

George Clooney e Rande Gerber

È questa la cifra folle spesa da Diageo, colosso britannico leader nel settore degli alcolici, per acquistare la tequila Casamigos prodotta da George Clooney e due suoi amici: l’imprenditore della ristorazione Rande Gerber (marito di Cindy Crawford) e l’immobiliarista Mike Meldman. Ma facciamo un passo indietro. I tre protagonisti di questa storia amavano andare a Cabo San Lucas, nella Bassa California messicana, dove erano in costruzione le loro dimore di villeggiatura. Tra chiacchiere, sole e mare, il passatempo preferito dai tre amici era la tequila. Ne bevevano tanta, tantissima. All’improvviso la folgorazione: perché non creare una tequila personale? Una che non bruci troppo la gola, da bere liscia o con ghiaccio e che soprattutto si possa sorseggiare in qualsiasi momento della giornata, senza correre il rischio di una sbornia epica.

George Clooney e Rande Gerber

George, Rande e Mike, che sicuramente non hanno problemi di soldi, hanno deciso allora di dare vita a una distilleria a Jalisco, stato del Messico affacciato sull’oceano Pacifico, dove poter produrre la loro tequila. Scelgono il nome dell’etichetta, Casamigos, e persino il motto: “tequila fatta dagli amici per gli amici”. Inizialmente il superalcolico, a base dell’agave coltivata a Jalisco, è a esclusivo uso personale. Con il passare del tempo però la produzione aumenta, tanto che la stessa distilleria si pone il problema di doverla regolarizzare. I tre amici imprenditori decidono così di mettere Casamigos sul mercato. Non immaginavano che, in breve tempo, sarebbe diventata una delle tequila più apprezzate negli Stati Uniti, in Canada e persino in Italia.

Oggi la Casamigos vale ben un miliardo di dollari. Diageo infatti ha deciso di non badare a spese per portarsi a casa la società di Clooney e Co.: l’accordo prevede l’esborso immediato di 700 milioni più l’impegno a versarne altri 300 sulla base delle vendite nel corso dei prossimi 10 anni. Ma perché Diageo ha deciso di spendere una cifra così elevata per una società così giovane? Secondo i calcoli degli analisti di Credit Suisse e Citigroup, infatti, Diageo ha pagato un prezzo molto alto rispetto alla media del settore. Le risposte sono due. Negli ultimi due anni Casamigos è cresciuta in media del 54%: entro la fine del 2017 prevede di vendere 170.000 casse contro le 120.000 del 2016.

George Clooney e Rande Gerber

Ma non solo. Nel comunicato di annuncio dell’acquisizione, Diageo ha specificato che i tre fondatori, Clooney, Gerber e Meldman, continueranno a essere coinvolti nel futuro del marchio. Ciò significa che Diageo potrà beneficiare gratuitamente del nome e del volto di George Clooney. In effetti, considerando che per prestare il volto alla Espresso Clooney ha portato a casa 40 milioni di dollari, si fa presto a capire quanto possa valere per Diageo la presenza del due volte Premio Oscar in qualità di testimonial. “Se mi avessero chiesto quattro anni fa – ha scritto Clooney in una email alla Cnbc – se sapessi di avere per le mani un’azienda da un miliardo di dollari, non credo che avrei risposto di sì. La valutazione riflette la fiducia di Diageo nella nostra società e la nostra fiducia in Diageo. Ma ora non andiamo da nessuna parte. Continueremo a essere parte di Casamigos. A cominciare dallo shot che ci faremo stasera; magari due…”