Selvaggia Lucarelli attacca “Doppia Difesa”. Michelle Hunziker e Bongiorno la querelano

di Tabloit

Da sempre propensa a dire la sua questa volta Selvaggia Lucarelli sceglie il silenzio. Non ha voluto parlare della polemica da lei innescata sulla fondazione Doppia difesa di Michelle Hunziker e dell’avvocato Giulia Bongiorno.

Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno in occasione di un evento Doppia Difesa a Venezia
Selvaggia Lucarelli

E pensare che è stata lei stessa a denunciare a gran voce la latitanza dell’associazione, tanto da essere querelata dalle dirette interessate.

L’articolo apparso su “Il fatto quotidiano” in cui Selvaggia Lucarelli attacca il servizio offerto dalla Onlus “Doppia Difesa”, fondata da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno

Ma ricapitoliamo, per chi non avesse assistito a questa “social media diatriba” partita da un articolo della Lucarelli su Il fatto quotidiano. “Prova a chiamare l’associazione e vedi se qualcuno ti risponde. Ho un’amica che aveva bisogno di aiuto, ma non è mai riuscita a contattare nessuno”. Inizia con questa segnalazione l’indagine della giornalista che, calata nei panni di una donna “senza difesa”, ha provato a contattare, a sua detta a vuoto, numeri e indirizzi email riportati sul sito di Doppia Difesa. Nessuna risposta, nessuna assistenza. La Lucarelli afferma anche di aver chiesto ad un avvocato che lavora per l’associazione se avesse mai fornito assistenza legale a qualche donna in difficoltà, ricevendo risposte ambigue e non i dati promessi. Insomma “molto fumo e poco arrosto” a detta della pungente giornalista che vede “troppi spot e poca concretezza” nel lavoro svolto dalle due fondatrici, che potrebbero “pagare due segretarie”.

Il post pubblicato da Selvaggia Lucarelli sul suo profilo Facebook in cui spiega l’indagine svolta a sostegno della sua tesi sul disservizio di “Doppia Difesa”, onlus a difesa delle donne fondata da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno.

E la controparte in questione? Non è mancata una pronta (e doppia, per l’appunto) difesa. La Bongiorno e la Hunziker hanno pubblicato lo stesso post sui rispettivi profili social: “L’attacco sulle pagine de Il fatto quotidiano è gravissimo perché fornisce informazioni false che potrebbero scoraggiare altre vittime di violenza dal rivolgersi alla nostra fondazione. Abbiamo pertanto deciso di presentare querela e porteremo come testimoni tutte le donne che abbiamo aiutato”.

I post di Michelle Hunziker e del profilo Doppia Difesa Onlus a risposta dell’attacco di Selvaggia Lucarelli
michelle hunziker e giulia bongiorno a roma
Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker al Maxxi di Roma, dopo la proiezione del cortometraggio “Uccisa in attesa di giudizio”

Non è finita, ovviamente. La Hunziker, incalzata dalla selvaggia scrittrice ha pubblicato le donazioni fatte personalmente finora.

L’ennesimo post di Selvaggia Lucarelli in cui chiede alla fondatrici di Doppia Difesa Onlus risposte in merito ai disservizi denunciati. Sotto il commento della Hunziker con i dati relativi alle donazioni effettuate da lei e da Giulia Bongiorno

Nel frattempo la Lucarelli ha pubblicato un nuovo post sulla questione in cui tira in ballo persino Miriana Trevisan che, una volta denunciata da Tornatore che l’avrebbe molestata, “si era rivolta a Doppia Difesa ed è stata rimbalzata per questioni che hanno a che fare con lo statuto dell’associazione”.

L’ultimo post pubblicato da Selvaggia Lucarelli sul suo profilo Facebook in cui chiama in causa Miriana Trevisan, che si sarebbe rivolta alla Onlus “Doppia Difesa” senza ricevere assistenza


Querela
, questa conosciuta per Selvaggia Lucarelli, provocatoria e dissacrante fin dalla sua presentazione sui social. “J’aime la querelle”, io amo litigare. E allora perché non rispondere alle nostre domande? E perché rendere nota la questione proprio in questo momento politico, con la Bongiorno recentemente candidata con la Lega? Chissà.

Selvaggia Lucarelli al microfonoE pensare che in merito a chi scrive dietro uno schermo e non parla a quattr’occhi la Lucarelli afferma che “Il computer è uno schermo tra noi e la realtà, una volta a casa siamo in una zona franca in cui vale tutto”.